Metformina un nuovo tassello nella ricerca sulla longevità

Nel mio libro ho descritto la metformina come una delle molecole più promettenti nel panorama della medicina della longevità

Una ricerca rivoluzionaria, pubblicata proprio all'inizio di quest'anno su Nature Aging, ha finalmente aggiunto un tassello fondamentale al puzzle. 
Uno dei nemici principali della nostra salute longeva è l'inflammaging: un'infiammazione cronica di basso livello che logora i tessuti man mano che invecchiamo. Spesso la colpa è delle cellule senescenti (le cosiddette "cellule zombie"). Queste cellule, col tempo, iniziano a perdere pezzi del loro DNA, che "scappano" dal nucleo e finiscono nel citoplasma. Il sistema immunitario, vedendo del DNA dove non dovrebbe esserci, pensa che ci sia un attacco in corso e lancia un allarme infiammatorio permanente.  


Fino ad oggi non sapevamo come questi grossi frammenti di DNA riuscissero a evadere dal nucleo, visto che sono troppo grandi per i normali pori nucleari. Lo studio ha scoperto che le cellule usano un sistema di "trasporto in bolle" (vescicole), solitamente sfruttato dai virus per uscire dal cuore della cellula. Qui entra in gioco la nostra protagonista. La ricerca dimostra che la metformina agisce come un guardiano: Attiva l'AMPK, l'interruttore metabolico che segnala alla cellula di risparmiare energia. Disattiva una proteina chiamata ALIX, che è essenziale per costruire le "bolle" di trasporto del DNA. Blocca l'evasione, i frammenti di DNA restano intrappolati nel nucleo e non possono più scatenare l'infiammazione. 

Perché questo è importante?
 Questa scoperta è entusiasmante per due motivi:  Ci dà una spiegazione molecolare precisa del perché la metformina funzioni così bene contro l'invecchiamento sistemico. Inoltre se sappiamo che la proteina ALIX è la via di fuga per l'infiammazione, possiamo sviluppare terapie ancora più mirate per "sigillare" il DNA all'interno del nucleo e mantenere le nostre cellule giovani più a lungo. 
La metformina si conferma non solo un farmaco del passato, ma una delle molecole più promettenti per il futuro della medicina preventiva. La scienza ci sta dicendo che per vivere meglio non dobbiamo solo curare le malattie quando compaiono, ma imparare a gestire il "traffico" molecolare all'interno delle nostre cellule. 

Link allo studio 


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