Inflammaging: l'infiammazione cronica che ci invecchia

L'infiammazione è spesso percepita come qualcosa di negativo

ma in realtà rappresenta uno dei più sofisticati meccanismi di difesa del nostro organismo. Quando ci feriamo, contraiamo un'infezione o subiamo un danno tissutale, il sistema immunitario attiva una risposta ordinata e coordinata che ha lo scopo di eliminare la minaccia e favorire la guarigione. Senza infiammazione non potremmo sopravvivere. Si tratta di un processo estremamente complesso, affinato da milioni di anni di evoluzione. Tuttavia, anche i sistemi biologici più efficienti possono perdere il loro equilibrio. È allora che una risposta nata per proteggerci rischia di trasformarsi in un problema. Come un fuoco acceso per scaldarsi che, sfuggendo al controllo, diventa un incendio, anche l'infiammazione può protrarsi oltre il necessario e finire per danneggiare i tessuti dell'organismo.

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Accanto all'infiammazione acuta, che si manifesta con sintomi evidenti come dolore, rossore e gonfiore, esiste infatti una forma molto più subdola: l'infiammazione cronica di basso grado

Si tratta di uno stato infiammatorio persistente e spesso silenzioso, che non provoca sintomi specifici ma che, nel corso degli anni, contribuisce al deterioramento dei tessuti e all'invecchiamento dell'organismo. Numerose ricerche hanno collegato questa condizione a malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, obesità, declino cognitivo e ad altri disturbi tipici dell'età avanzata. La buona notizia è che alcune abitudini quotidiane possono contribuire a ridurre questo "rumore infiammatorio" di fondo. L'attività fisica regolare, un'alimentazione ricca di alimenti poco processati e povera di zuccheri semplici, grassi trans e prodotti ultraprocessati, la riduzione del consumo di alcol, l'astensione dal fumo e il mantenimento di relazioni sociali soddisfacenti sono tutti fattori associati a livelli inferiori di infiammazione sistemica.

Poiché l'infiammazione cronica di basso grado non dà segnali evidenti, può essere utile valutarne indirettamente alcuni indicatori biologici.

Tra questi, uno dei più studiati è la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), un esame del sangue che permette di rilevare livelli molto bassi di infiammazione sistemica. Nella pratica clinica può rappresentare uno strumento utile per integrare la valutazione dello stato di salute generale e dei fattori di rischio associati all'invecchiamento.


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